Ci sono momenti, durante una formazione, in cui la sala cambia atmosfera. Si smette per un attimo di pensare all’esercizio da eseguire e si comincia a guardare un dettaglio con occhi diversi. Nei tre giorni trascorsi con Nancy Myers e Valentin a CORE Pilates Napoli, dal 25 al 27 settembre 2026, è successo più volte.
Avevamo costruito un programma molto ricco: quattro Masterclass il venerdì e quattro Workshop distribuiti tra sabato e domenica. Ma, una volta iniziato il weekend, quello che mi interessava non era soltanto la quantità di contenuti. Era vedere quante prospettive diverse potessero nascere lavorando sul movimento.
Due modi diversi di entrare nel Pilates
Venerdì abbiamo iniziato alternando Matwork e Reformer.
Con Valentin siamo passati dal ritmo e dalle variazioni di intensità di Tempo Reformer a Blueprint Pilates, dove esercizi come Hundred e Teaser sono diventati un’occasione per osservare linee, curve, forma e organizzazione del movimento.
Nancy ha scelto invece di partire letteralmente dalla base: i piedi.
In Balance and Coordination abbiamo esplorato sul Matwork le connessioni tra piede, caviglia, ginocchio, anca, bacino e core. Con Finding Your Feet on the Reformer questa ricerca si è trasferita sull’attrezzo, osservando come un cambiamento nell’appoggio possa influenzare ciò che accade lungo il resto del corpo.
È uno degli aspetti che trovo più interessanti nel nostro lavoro: a volte non serve cercare qualcosa di completamente nuovo. Basta cambiare il punto dal quale iniziamo a osservare.
Dai piedi alla Sitting Box, fino al gesto del camminare
Sabato Valentin ha aperto Unboxing Potential, dedicato alle possibilità della Sitting Box. Punti di appoggio, leve, direzione delle forze e richiesta di stabilità: lo stesso elemento può cambiare profondamente il problema motorio che proponiamo.
Nel pomeriggio, con Foot Fest: Better Posture from the Ground Up, Nancy è entrata nell’anatomia funzionale di piede e caviglia, mettendo in relazione architettura plantare, mobilità, stabilità, postura ed equilibrio.
Domenica quella ricerca è proseguita con Walking on the Reformer. Il cammino è diventato la lente attraverso cui osservare appoggio, trasferimento del peso, spinta, estensione dell’anca, stabilità del bacino e rotazione della colonna.
Infine, Twist, Tone and Transform di Valentin ci ha portati sul piano trasverso, esplorando mobilità toracica, core, bacino e il ruolo delle molle nel sostenere, guidare o rendere più impegnativo un movimento.
Quello che voglio portare dentro CORE
Per me ospitare giornate come queste significa anche questo: creare occasioni in cui il Pilates non sia semplicemente un repertorio da ripetere.
A CORE Pilates Napoli cerco di portare lo stesso approccio anche nel lavoro quotidiano: osservare, capire cosa sta succedendo e scegliere di conseguenza. Un esercizio è uno strumento; ciò che conta è il motivo per cui lo scegliamo e quello che riusciamo a costruire attraverso di esso.
Dopo tre giorni così, non si torna a casa soltanto con nuovi esercizi. Si torna con nuove domande da portare nelle proprie lezioni.
E forse è proprio questo il valore della formazione che continuo a cercare.
Se vuoi partecipare ai prossimi appuntamenti formativi ospitati da CORE, continua a seguire il calendario sul sito e i nostri canali social: questo diario continuerà a raccogliere incontri, viaggi e giornate di studio come queste.